#UnaMontagnaDiRicordi

A 20 anni lavoravo già e sono uscita di casa per andare a vivere da sola. La mia prima casa è stata nel Quartiere Montanara a Parma, al terzo piano di un condominio in via Preti. Dividevo la casa con due studentesse dell’Università. Dopo il lavoro, quando tornavo a casa, era un attimo andare a fare la spesa alla Coop (era proprio li davanti) o andare a prendere un gelato più avanti quando faceva bel tempo. Il sabato andavo dal cavallaro a prendere la carne per il pranzo e le domeniche mattina, fare colazione al bar e leggere il giornale al parco era diventato quasi un rito.

Sempre la parco c’era anche una mini rampa per gli skate ed incontravo di sovente i miei migliori amici proprio li. Ammetto che ho anche provato a correre per un po. Con scarsi risultati, visto che ora per me correre è un supplizio: preferisco la bici.

In ogni angolo del quartiere c’è un piccolo ricordo. Una risata sbraiona per una cosa scema, un lacrima o un sorriso.

Via Po la percorrevo tutti i sabati pomeriggio per andare in centro. L’autobus che passava davanti era una certezza.

Il quartiere Montanara era la versione cittadina del mio paese. E per questo mi sentivo a casa.

Nei giorni scorsi questo quartiere è stato ferito da una alluvione che ha fatto ingenti danni. Anche se non ci abito più da molto tempo, vedere le foto di quello che è successo, mi rende molto triste. Le foto le avete viste tutti, non serve che ve le faccia vedere anche io.

Parma è forte. Parma è più forte di una alluvione. Parma è così forte che riuscirà a rialzarsi con l’aiuto di tutti. Anche grazie a chi sta spalando via fango e sta accantonando ricordi che verranno buttati via. Sembra una cosa scema, ma vi sono vicina. Anche se non sono vicina quanto vorrei io.

Se volete dare una mano, collegatevi con il canale Twitter del Comune di Parma ( ), per restare aggiornati.

Questa è una foto che arriva dal mio Google Drive e che ci è arrivata tramite IFTTT

Scrap, Instagram e IFTTT

Chi fa scrapbooking ha una certezza: l’elemento base di molti lavori (che siano album, che siano Layout o card) è la fotografia.

Per fotografare, oggi abbiamo molti modi diversi: possiamo avvalerci delle macchine fotografiche tradizionali (quelle a pellicola o quelle digitali), le macchine istantanee o il cellulare.

Tutti i più moderni smartphone hanno una lente fotografica che permette di fare foto bellissime che possiamo modificare, condividere, stampare grazie alle mille app che sono in vendita o che possiamo scaricare gratuitamente.

Instagram

L’app più famosa per le foto, e quella che sta crescendo maggiormente, è senza alcuna ombra di dubbio, Instagram. Alzi la mano chi non ha installato Instagram. Ecco, appunto. Inizialmente questa app era solamente disponibile per gli smartphone Apple e non consentiva l’utilizzo o l’inserimento degli hashtag (per sapere quali sono gli hashtag che non si possono usare su Instagram, vi consiglio di leggere questo articolo di Davide Morante). Con il passare del tempo la app in questione si è evoluta ed è diventata quella che conosciamo oggi.

Uno dei problemi di Instagram è che le foto restano sulla piattaforma (ad oggi i programmatori stanno implementado il download delle foto da pc).

Quindi, noi amanti dello scrapbooking come facciamo a scaricare le foto da Instagram per i nostri lavori? I metodi che abbiamo a disposizione sono diversi.

Metodo 1: il programmino.

Ricordatevi che chi programma una app, ha molto spesso un fratello/sorella che realizza un programma per colmare le lacune della app. Scherzi a parte, esistono svariati programmi che vi permettono di scaricare le foto (nell’articolo di Salvatore Aranzulla, potete trovare quello che fa al caso vostro) da Instagram sul vostro computer.

Metodo 2: IFTTT & Google Drive

In questo secondo caso i fratelli/sorelle dei creatori delle app siete voi e avete trovato il modo di automatizzare una azione (trigger) ogni volta che pubblicate una foto su Instagram.

Come? Utilizzando IFTTT. Il simpatico servizio gratuito, vi permette di comandare la rete a vostro piacimento.

Esempio pratico. Faccio una bella foto, la modifico, inserisco gli hashtag e la pubblico su Instagram.  Quando IFTTT, scandagliando nei meandri dei vostri canali attivi, scopre che avete pubblicato quella foto, andrà a fare esattamente quello che gli avrete detto di fare. Che potrà essere: pubblicarla su un social network, inviarla alla mamma che non ha Instagram tramite messaggio o e-mail o, perché no, archiviarla sul vostro Google Drive.

Questa è una foto che arriva dal mio Google Drive e che ci è arrivata tramite IFTTT
Questa è una foto che arriva dal mio Google Drive e che ci è arrivata tramite IFTTT

Essendo una persona che è abbastanza sbadata, ma che sta cercando di mettere le cose a posto (lo avrete notato dal fatto che non ci sono più tanti articoli su questo blog), io ho deciso che di tutto quello che fotografo e che scrivo, ne tengo sue copie separate: una su Google Drive pronta per essere archiviata su un Hard disk esterno  ed una su Evernote. Non si sa mai.

Le mie ricette per Instagram prevedono dunque che le mie foto vengano archiviate su Google Drive e su Evernote.

E dopo che le ho messe su Google Drive le foto sono pronte per essere editate (se necessitano), stampate ed utilizzate nel più bel formato al mondo: ossia il quadrato.

Le foto che vengono archiviate hanno una dimensione di 640 pixel x 640 pixel e sono in formato jpg, adatto quindi per essere modificato con un programma di fotoritocco o per essere stampate.

Riepilogo (per chi ha poca voglia di leggere).

  • Le foto su Instagram sono fighissime e si possono esportare con dei programmini o tramite IFTTT che permette di archiviarle, mandarle alla mamma o pubblicarle su un altro social che Instagram non prevede come scelta di condivisione.
  • IFTTT è un servizio gratuito per cui siete voi a comandare la rete di fare alcune azioni per voi.
Il primo premio del concorso Ho Ho Home Decor: tanto materiale scrap tra cui carte, abbellimenti e tanto altro materiale.

Home Decore contest a tema Natale

Natale si sta avvicinando.

Come? Natale si sta avvicinando? E me lo dite così? Mentre la mia prima influenza mi ha preso di mira? Quanti giorni mancano?  Prima di Natale, in ogni caso, c’è un contest a cui tutte le creative sulla faccia della terra, devono partecipare. No, non c’è “ma” e “però” che tengano.

Ho Ho Home Decor per Natale

Al salone degli Hobby Creativi Passatempi e Passioni che si terrà a Forlì alla fine di Ottobre, ci sarà anche lo stand de Le Mille Idee che ha indetto un concorso con tema molto carino: Ho Ho Home Decor.

Lo scopo è quello di creare degli Home Decor (che per chi non lo sapesse, sono delle decorazioni per la casa fatti a mano) per Natale utilizzando la tecnica dello scrapbooking. Hobby a cui, in questi mesi, non sono riuscita a dare spazio causa trasloco e fine corso e tanto lavoro.

Il regolamento lo trovate qui, ma la cosa più importante sono i premi. Appena li ho visti, ho deciso che parteciperò. Anche a costo di mettere a posto mensole e compagnia cantante (o scrappante) entro la mezzanotte di stasera.

Avete tempo fino al 17 Ottobre per inviare i vostri lavori che verranno giudicati secondo una giuria popolare ed una giuria di qualità durante la fiera.

I premi.

Ecco. I premi.

Il primo premio, del valore di circa 200 Euro, lo potete vedere qui sotto.

Il primo premio del concorso Ho Ho Home Decor: tanto materiale scrap tra cui carte, abbellimenti e tanto altro materiale.
Il primo premio del concorso Ho Ho Home Decor

Non vi fa venire voglia di partecipare? Non ancora? Allora parliamo del secondo.

Il secondo, anche se non tanto ricco come il primo, è invitante. Molto invitante.

Ecco il secondo Premio: Carte a pois, blocchi e tanto altro ancora.
Ecco il secondo Premio: Carte a pois, blocchi e tanto altro ancora.

Il valore del premio è di circa 90 Euro.

Il terzo posto, verrà assegnato dalla giuria di qualità, vincerà materiale per lo scrapbooking del valore di circa 120 Euro.

3o premio: questo verrà assegnato dalla Giuria di qualità
3o premio: questo verrà assegnato dalla Giuria di qualità

Siete convinte? Vi prudono le mani e avete mille idee?

Riassuntino

Cosa: Concorso Ho Ho HomeDecor in occasione della fiera Passatempi e Passioni a Forlì.

Fino a quando avete tempo: Potete mandare il vostro Home Decor fino al 17 Ottobre.

Cosa rischiate di vincere: Uno dei tre premi che vedete qui sopra, in ogni caso, materiale per scrapbooking da paura.

Chi giudica: Una giuria popolare ed una Giuria di Qualità.

Dove trovate il regolamento: sul sito de “Le Mille Idee

 

Quindi, chi partecipa?

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Metti un giorno alla Festa della Rete

Lo ammetto. La Festa della Rete, l’ho sempre sentita nominare. Ho sempre detto: dai l’anno prossimo ci vado; e regolarmente non ci andavo. Per mille e mille motivi.

Quest’anno è andata diversamente. Quest’anno ci sono andata. E mi sono divertita tantissimo.

La Festa della Rete

Esattemente cosa è la Festa della Rete, vi starete chiedendo. Questa Festa è un momento per vedere dal vivo tutti coloro che popolano la rete e che conosciamo solo tramite post di blog, Tweet, condivisioni su Facebook. Se siete fanatici di fumetti, la Festa della Rete può essere paragonata al Lucca Comics. Solo con meno cosplay.

Alla Festa della Rete, oltre a cercarsi e trovarsi tramite i check in o i Tweet, ci si ferma per ascoltare interessantissimi panel su argomenti che svariano dal posizionamento su Linkedin (al cosa e non cosa fare), ai workshop di cucina ed alle mille altre occasioni che sono state proposte (non ci credete, leggete il programma).

Una compagna speciale.

Ed ecco che qualche settimana fa, leggendo lo status su Facebook di Chiara (una compagna di classe VI di SQcuola di Blog), lessi che ci sarebbe stata anche un’altra compagna che avrebbe parlato come panelist, Lara. Visto che quest’anno il mare l’ho visto con il cannocchiale e che mi serviva un momento di stacco dalle mille faccende di una casa che sta arrivando ad essere una Casa, ho deciso che sarei andata a sentire Lara, a godermi un momento di nerditudine tutta mia e vedere il mare. Ho anche pensato che se ci fosse stato il tempo, avrei fatto sentire a Flo il mare e la sabbia.

Quindi stamattina, la famiglia si è preparata ed è andata a Rimini con direzione specifica la Festa della Rete. Io con tante speranze, di imparare e vedere cose che mi sono oscure e che possono essere di aiuto a questo mio piccolo blog e a me come personal branding. Insomma, oltre ai panini, nello zaino c’erano tante aspettative.

Oltre a Lara, un’altra compagna era presente alla Festa della Rete. Non fisicamente, ma come finalista ai MacchiaNera Awards, ossia a coloro, che nelle loro diverse categorie, si sono fatti conoscere ed hanno ricevuto grande successo nell’anno precedente. Sto parlando di Valentina, che con il suo Blog è stata nominata con il suo bellissimo blog. Messaggio personale per Valentina: per me, sarai sempre la numero 1. Fine messaggio personale per Valentina.

E poi accade che altri compagni di altre classi, si trovino, per caso (ma proprio per caso) a Rimini.

Quatto Sqcuolari che si sono trovati (molto poco per caso) alla Festa della Rete:  Antonella di Cintio, Ugo Lopez, Lisa Aimi e Lara Rigo
Quattro SQcuolari

La mia giornata.

Arrivata a Rimini, l’atmosfera è molto elettrica. Lo si nota dal fatto che la sottoscritta cerca di aumentare il ritmo dell’andatura rispetto a quello della famiglia. Ho distaccato Flo almeno di 4 lunghezze e tenete conto che lei, solitamente, quando è in un posto nuovo, va veloce perché deve annusare tutto. Dopo essermi registrata mi sono catapultata all’Opificio Beccadelli. Un posto così bello, giuro, vorrei averlo sempre il giardino. Un posto tranquillo, pieno di verde e di gente simpatica e con uno smartphone in mano a twitterare, farsi selfie e condividere quello che la Festa della Rete ha realizzato per loro.

Il panel di Lara era dedicato alle mamme 2.0 under 30: insieme a lei Lucrezia Sarnari (giornalista e blogger), Anna Trecca (blogger e grafica) e Giada Lopresti (blogger).

Il panel successivo era dedicato ai maker e crafter 2.0, ovvero tutte quegli artigiani che utilizzano la loro manualità per creare qualche cosa di tangibile  che ne seguono le fasi produttive dall’ideazione alla vendita. Un panel molto interessante, di cui trovate i momenti salienti sul mio strem Twitter (@Cherrypicss).

Niente foto? No Tweet?

Lo so. Siete stati abituati a vedere, durante gli SdB awards un sacco di foto ed un profilo Twitter e di Instagram che stava per esplodere (il mio) e fin’ora non avete visto nulla. Si, le foto l ho fatte. Si, i tweet li ho mandati. Si il mio telefono mi odia, quando partecipo a questi eventi. Ma io amo questi eventi ed è più forte di me, riuscire a rendere partecipi gli altri dei momenti che vivo. 

  • Le protagoniste del panel sulle mamme 2.0
    Le protagoniste del panel sulle mamme 2.0
  • Le protagoniste del panel sulle mamme 2.0
    Le protagoniste del panel sulle mamme 2.0
  • Ho una maglia gialla, il badge della Festa della rete, un telefono con una cover che passa inosservata e dico alla gente che sono timida.
    Ho una maglia gialla, il badge della Festa della rete, un telefono con una cover che passa inosservata e dico alla gente che sono timida.
  • Come impallare una intervista lezione 1: mettersi a riposare sue delle comodissime sedie sospese.
    Come impallare una intervista lezione 1: mettersi a riposare sue delle comodissime sedie sospese.

Cosa prometto di fare da questo momento in avanti per arrivare preparata alla Festa della Rete l’anno prossimo.

Una cosa che sicuramente farò, nel breve termine, è mettere a posto questo blog. Non so se l’avete notato ma ci sono meno articoli rispetto all’anno scorso e come grafica non ci siamo proprio. Quindi, devo recuperare il recuperabile e per l’irrecuperabile, amen (lo so che è brutto da dire, ma ho sempre dato per scontato di fare il back-up degli articoli: me cattiva)

Poi, continuerò a relazionarmi con tutte le persone che ho conosciuto oggi (mi viene da dire in questi giorni, perché i momenti belli per me sono lunghi tanto tempo…) e con quelle che ho visto dal vivo.

E per l’anno prossimo: mi preparo una bella spilla. Grande. Con tutti i contatti social. Così tutti sanno chi sono. Non pretendo di poter diventare una panelist (al massimo, lo potrei fare su come cercare di sopravvivere ad una montagna di panni da stirare e cercare di sopravvivere a milioni di Gantt in cui sono inserita a mia insaputa).

E se siete ancora curiosi questo è tutto quello che è successo. Se guardate bene, troverete una foto in cui io impallo una intervista; l’indizio che vi lascio: oggi avevo una maglietta gialla e nel momento incrimato, ero seduta su una sedia sospesa.

Rimini

A Rimini non ci sono mai stata in estate. Ho sempre pensato, un po erroneamente: troppa gente, mi sentirò a disagio, visto che sono un po strana. Invece oggi, forse per l’atmosfera creata dalla Festa della Rete, mi sono sentita a casa. Quindi penso che tornerò. Tornerò anche con Flo, quest’autunno, quando i bagni non sono pieni di gente e Flo potrà essere libera di scavare.

Ecco il risultato del mio ricamo su una etichetta di carta: la parola che descrive il contenuto della scatola.

Etichette mon amour (con freebies inside)

Le etichette sono il nocciolo centrale di una buona organizzazione di qualsiasi stanza. Sono ancora più utili quando parliamo di organizzazione di una craft room. Perché, va bene avere le scatole trasparenti dove puoi vedere cosa c’è all’interno, ma quando dentro c’è il mondo?

L’etichetta giusta per Samla.

Le scatole trasparenti della serie Samla di Ikea, posso dirlo apertamente, mi hanno risolto in parte la vita. E la stanno rendendo più ordinata. Però il lato oscuro di queste scatole, è che non esistono etichette da applicare sopra per tenere tutto in ordine.

Scatole trasparenti Samla in diverse misure sia trasparenti che nere ma senza etichette.
Scatole trasparenti Samla in diverse misure sia trasparenti che nere (fonte: www.Ikea.com).

Ho girato il mondo tramite l’internet, ma non ho trovato nulla. Quindi sono arrivata alla conclusione che, se volevo organizzare la mia credenza, come volevo io, dovevo farlo da sola. Visto che ci sono persone malate come me, ho pensato di realizzare delle etichette stampabili e di metterle a vostra disposizione.

Sono quattro etichette diverse, per le quattro diverse misure di scatole. La prima, è per la scatola piccola, la seconda per la scatola piatta e la terza e la quarta per quelle grandi.

Scatola media trasparente formato 39 x 28 x 14; formato etichetta A4 (fonte: ikea.com)
Scatola media trasparente formato 39 x 28 x 14; formato etichetta A4 (fonte: ikea.com)
Scatola trasparente grande misure 57x39x28 (etichetta in formato A3)
Scatola grande misure 57x39x28; etichetta in formato A3 (fonte: ikea.com)
Scatola trasparente piccola formato 28 x 20 x14; etichetta formato A4 (fonte: ikea.com)
Scatola trasparente piccola formato 28 x 20 x14; etichetta formato A4 (fonte: ikea.com)

Sono in fondo all’articolo e sono a vostra disposizione per essere stampate: le prime due ha un formato A4, mentre le ultime due sono in formato A3.

Etichette piccole A4  – Etichette grandi A3

Le mie etichette.

Ora vi faccio vedere come si utilizzano queste sagome.

Prima di partire, dovete avere bene in mente, come volete decorarle e approntare tutto il necessario (oltre al materiale per la decorazione avrete bisogno anche di nastro biadesivo, di forbici o cutter, di un piano di lavoro su cui lavorare, una matita e di un righello). Per le mie etichette, ho deciso di ricamare la parola corrispondente al contenuto con questo oggettino che amo, ma nulla vi vieta di scriverla, di utilizzare gli alfabeti adesivi o qualsiasi altro metodo.

  • Dopo aver stampato le sagome, tagliatele ed appoggiatele sulla carta che avete deciso di utilizzare.
  • Ricalcate i bordi e tagliate la sagoma.
  • Decorate la sagoma a vostro piacimento e, una volta finita la decorazione, applicate sul retro della vostra sagoma, del nastro biadesivo.
  • Togliete lo strato protettivo ed applicate la vostra etichetta alla scatola. Et voilà, etichetta fatta e scatola decorata e disordine quasi debellato.

Le etichette per la mia craft room

Ed ora un po di show per farvi vedere come ho realizzato le mie etichette. So che le foto le potevo fare meglio, ma siamo ancora un po “work in progress” a casa. Che ne dite, vi piacciono??

  • Con lo stencil, scrivete la parola sul lato brutto (quello che non si vedrà). In questo modo se cancellerete, non si vedranno le cancellature. Consiglio di scrivervi la parola in un angolo e ricordate che dovete lavorare al contrario.
    Con lo stencil, scrivete la parola sul lato brutto (quello che non si vedrà). In questo modo se cancellerete, non si vedranno le cancellature. Consiglio di scrivervi la parola in un angolo e ricordate che dovete lavorare al contrario.
  • Bucherellate con un punzone i puntini che avete appena fatto con la matita.
    Bucherellate con un punzone i puntini che avete appena fatto con la matita.
  • Dopo aver bucherellato la carta utilizzando i puntini che avete fatto, potete iniziare a ricamare
    Dopo aver bucherellato, siete pronti per ricamare.
  • Quando avete finito, applicate il nastro biadesivo su tre parte (parte superiore, centrale ed inferiore) della vostra etichetta
    Quando avete finito, applicate il nastro biadesivo su tre parte (parte superiore, centrale ed inferiore) della vostra etichetta
  • Ecco il risultato del mio ricamo su una etichetta di carta: la parola che descrive il contenuto della scatola.
    Ecco il risultato del mio ricamo su una etichetta di carta: la parola che descrive il contenuto della scatola.
  • Ed ecco la nostra etichetta applicata alla scatola.
    Ed ecco la nostra etichetta applicata alla scatola.

I porta riviste.

Amo i portariviste in legno. Solo che costano un po troppo, quindi solitamente scelgo quelli in cartone. La resistenza non è la stessa, ma il loro sporco lavoro lo fanno ugualmente.

Anche qui, sia che li prendiate bianchi o con delle fantasia, il problema resta lo stesso: le etichette.

Anche in questo caso, le ho realizzate io e ve le metto a disposizione. Si stampano su un normalissimo foglio adesivo in formato A4 (lo trovate in cartoleria) o se volete, potete utilizzare lo stesso metodo di prima per decorarle come più vi piace.

Etichette portariviste

Oltre ai freebies, vi lascio anche la galleria di Pinterest, con tutte le etichette più belle che ho trovato.
Segui la bacheca Etichette di Lisa su Pinterest.

Le bustine porta-timbri con le immagini sul davanti

Mettiamo a posto questi timbri!

I timbri sono una della cose che adoro dello scrapbooking. Perché con loro puoi fare qualsiasi cosa. Puoi usare tutti i colori che vuoi, li puoi usare per embossare delle parti o li puoi colorare. I timbri hanno una sola pecca: che non sai come archiviarli. Soprattutto se il tuo spazio a disposizione non è elevato come quello delle case americane che vediamo sempre su Pinterest.

Vediamo qualche idea per organizzare i nostri timbri.

Tempo fa, avevo visto al meeting lombardo che Germana aveva ordinato i suoi meravigliosi timbri un un raccoglitore ad anelli con le buste Ercole. Tornata a casa ho fatto lo stesso con i miei (che non sono tanti come i suoi e non sono così belli). L’unica cosa che, con il passare del tempo, mi dava “fatidio” di questa archiviazione per i timbri, è che se prendevo il raccoglitore dal verso sbagliato, ero fregata, cadevano e li dovevo raccogliere tutti.

Stamattina, di buon’ora (per questo devo ringraziare Flo), mi sono messa a fare una ricerca preventiva su che cosa fanno in giro per il mondo per archiviare i timbri le altre scrapper.

Ed ho creato questa board su Pinterest, abbastanza interessante. Come vedete, ci sono idee di tutti i tipi: dall’utilizzare le custodie dei DVD, all’usare delle schede tipo schedario e catalogarli in base alla tematica, all appenderli come se fossero dei vestiti. Tante idee. Ma, alcune richiedono spazio. Tanto spazio.

E tu come hai pensato di archiviare i tuoi timbri?

Assodato che l’idea del raccoglitore è buona, ma non mi convince, non mi soddisfa, sono passata alla scatola. Visto che il trasloco è in fase finale e che mi avanza una libreria Billy gialla e arancione, ora sto riorganizzando tutto il mio materiale scrap, per farlo entrare non solo nella libreria, ma negli altri mobi…mensole che andranno a formare il mio angolino.

Libreria Gialla, futura casa dei miei timbri
La libreria Billy che diventerà la casa di tante cose

Stamattina quindi li ho tolti tutti dalle buste e li ho inseriti nelle buste a sacco che avevo a parte. Però IL dilemma sorge. Come riconoscerli? Come fare a sapere che stai usando un timbro invece di un altro, visto che i sacchettini sono bianchi e color avana?

La soluzione è semplice e richiederà un po di lavoro durante la pausa pranzo di domani. Ho cercato le immagini dei timbri su internet, scaricate e domani creerò delle “cartoline” da attaccare alle bustine. Nella scatola ci andranno anche le maschere per i colori a spruzzo. Chiudendo le bustine con due fermagli di colore diverso, posso facilmente riconoscere cosa c’è dentro una bustina, rispetto ad un altra.

Le bustine porta-timbri con le immagini sul davanti
Ecco come diventeranno le bustine porta-timbri

Non è detto che tra un po anche io adotti il sistema della categorizzazione dei timbri in base al soggetto.
Ci sarebbe anche la scatola porta bustine, ma non è ancora pronta e quindi non ve la faccio vedere (prometto di farvela vedere appena pronta). Devo prima trovare delle belle etichette free e da stampare sui toni del giallo da personalizzare (se avete dei link interessanti, inseriteli pure qui o sulla mia pagina Facebook).

E voi come archiviate i vostri timbri?? Sono super curiosa di sapere!

Un po di pazzia nel mondo!